Io ti guarirò

8 Mag, 2015 da

Io-ti-guarirò2-187x300Mi è accaduto di recente di ritornare all’Abbazia di Praglia, in Veneto. Un luogo speciale: se vi dovesse capitare di essere da quelle parti, non mancate di visitarla.

Curiosando tra i libri del loro negozio ho trovato questo volumetto dal titolo “Io ti guarirò” che non poteva non incuriosirmi. Così l’ho acquistato. Si tratta di una Antologia patristica su Cristo medico dei corpi e delle anime a cura di Lucio Coco.

Come scrive nella prefazione il prof. Alessandro Sartorio dell’Istituto Auxologico di Milano, questo libro “rappresenta un piccolo gioiello, meritevole di un’attenta lettura sia per professionisti sanitari (medici in primis) che per gli stessi pazienti”.

È solo considerando e trattando sia il corpo che lo spirito, come fa Cristo, che ci si può davvero prendere cura di qualcuno. Solo “facendosi prossimo” agli altri, come ha fatto Cristo, si può curare chi soffre. Sartorio quindi aggiunge “il medico che non si fa carico delle malattie non le sa curare, il medico che non è malato con il malato non gli può dare la salute”. E questo vale per qualunque operatore che operi o ambisca ad operare in questo campo.

La saggezza dei Padri della Chiesa si esprime così in questo agile libretto con delle vere e proprie perle di saggezza medica, capaci di ispirare ancora oggi chi sceglie di curare davvero gli altri.

Anche i pazienti vengono chiamati in gioco: si trova infatti scritto “E’ necessario che tu (paziente) voglia essere curato, è necessario che tu non ti sottragga alla mano del tuo medico” e ancora “La possibilità di salute (e di guarigione) non dipende solo dall’abilità del medico, ma anche dalla persona stessa e dalla sua voglia di guarire”. Ecco che già secoli fa si era compreso che il paziente non è passivo e nelle mani del medico, ma parte attiva e fondamentale nel rapporto – paritetico – con il proprio terapeuta. In questo modo il rapporto tra paziente e curante diventa materia viva, vera e propria cura che agisce in sinergia e potenzia le altre cure tradizionali.

A ben guardare molte delle indicazioni contenute in questo volumetto si ispirano alla sapienza di Ippocrate. È un’acquisizione della medicina ippocratica, ad esempio, il suggerimento di esaminare il disturbo a partire dalla natura del tutto. Per cui rientrano nella valutazione clinica elementi quali il clima, le abitudini, l’età, il luogo in cui vive il paziente. Ma questi erano anche elementi presi in considerazione da tutte le grandi medicine tradizionali, quella cinese o quella ayurvedica tra le altre.

Stessa consonanza si rintraccia nelle parole di Agostino (In Evangelium Ioannis tractatus) “Quando un medico vuol debellare una malattia, se si limita a curare gli effetti trascurando la causa, procura solo una guarigione temporanea, perché, rimanendo la causa, il male si riproduce”. Non vi suona in linea con uno dei concetti chiave della naturopatia?

Io ti guarirò

a cura di Lucio Coco

Edizione scritti monastici Abbazia di Praglia 2013

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