Forte e sottile è il mio canto. Storia di una donna obesa.

3 Set, 2015 da

Un’autobiografia, una vita narrata alternando il racconto a pagine di diario che ci fanno entrare davvero nella storia di questa donna, tanto che alla fine il suo cammino, le sue delusioni, le sue nuove consapevolezze e la sua pacificazione interiore finiranno per assomigliare tanto alle nostre, a prescindere dal nostro rapporto con il peso.

Perché se non sarà il peso, sarà qualcos’altro che ci avrà fatto soffrire, che non sarà stato capito, che avrà generato sensi di colpa o stigma sociale.

Il cammino di consapevolezza e accettazione di sé che la conduce al riscatto e a comprendere che non è lei ad essere sbagliata, ma sono semplicemente i medici che l’hanno avuta in cura a non aver individuato la sua malattia per tempo, non intervenendo o intervenendo in modo sbagliato, può infatti essere quello di tante altre persone che hanno fatto la medesima esperienza, sia pur con problematiche diverse.

Un cammino che le svela la malattia come metafora, per dirla alla Susan Sontag, che le fa comprendere di dover lavorare su se stessa e al contempo battersi perché l’obesità sia riconosciuta finalmente come una malattia e non come la colpa di chi “proprio non riesce a trattenersi” e come tale curata.

In un passo scrive “L’acqua è insegnata dalla sete…: chi non può ammettere di avere sete non può neppure godere del ristoro dell’acqua e nessuno ammette la propria sete se viene considerato l’unico colpevole”.

E ancora: “Sto imparando, giorno per giorno, ad accogliermi per quella che sono, e pian piano a non sentirmi sbagliata e in difetto per qualcosa che non posso controllare. Sono così e basta.”

In un altro passo parla del corpo come necessario strumento per dar voce alla propria anima e della necessità di riconciliarli scrivendo: “Il corpo porta con sé i segni di tutto ciò che è stato. Possiamo avvicinarlo desiderando che sia diverso, perfetto, levigato… Oppure possiamo arrenderci di fronte all’ennesimo mistero e alla sua profondità, e possiamo solo contemplare. Dovevo passare dalla riconciliazione con il corpo per scoprire la forza di ciò che chiamo anima”.

Non fanno forse risuonare anche in voi parecchie cose queste parole? Se è così, leggete questo libro. Ecco i riferimenti:

Domitilla Melloni

Forte e sottile è il mio canto. Storia di una donna obesa

Giunti Editore

 

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