Farinata di cavolo nero a modo mio

19 Feb, 2018 da

FarinataUn paio di week-end fa sono andata a fare un giro in provincia di Lucca e nell’enoteca di un paesino da quelle parti ho potuto assaggiare uno dei piatti tipici della zona e non solo: la farinata di cavolo nero. Un piatto povero e buonissimo, perfettamente equilibrato e completo: il classico esempio di cucina povera e salutare un tempo comune sulle nostre tavole, oggi divenuto sempre più raro. In più è davvero adatto a tutti: onnivori, celiaci o persone che desiderano evitare il glutine, vegetariani.

Si tratta di una zuppa a base di cavolo nero, fagioli e farina di mais, niente a che fare, quindi, con la farinata ligure a base di farina di ceci.

Ho voluto così provare a replicarla, grazie alle indicazioni di massima ricevute dall’oste al quale avevo chiesto ragguagli sulla ricetta. Visto che sono rimasta soddisfatta dell’esperimento, condivido con voi la ricetta e la foto dell’opera compiuta.

Ingredienti

Una cipolla dorata, un gambo di sedano, una carota, 125 g di farina di mais per polenta (normale o integrale istantanea), 150 g di fagioli piattelline italiane (o cannellini, o altro fagiolo bianco piccolo, in mancanza), 1 mazzo di cavolo nero, salvia, rosmarino, 1 spicchio d’aglio, 1 foglia di alloro, olio extravergine di oliva, sale marino integrale, pepe in grani, brodo vegetale

Preparazione

La sera prima lasciate in ammollo i fagioli con una foglia di alloro. Il giorno dopo, cuocete i fagioli con qualche foglia di salvia, del rosmarino, mezza cipolla e uno spicchio d’aglio. Quando saranno cotti, togliete gli odori e scolate i fagioli tenendo da parte il liquido di cottura. Passate i fagioli al passaverdure, tenendone da parte un paio di cucchiai interi. Se non avete il passaverdure, frullateli con un minipimer; in questo caso, logicamente, non toglierete le bucce. Riscaldate in un pentolino il liquido di cottura dei fagioli.

Nel frattempo lavate e tagliate a listarelle sottili il cavolo nero, privato della costa centrale dura.

Preparate un soffritto con dell’olio evo, la mezza cipolla rimasta, il sedano e la carota, allungandolo con un po’ d’acqua e lasciate appassire per bene il tutto. A questo punto, aggiungete il passato di fagioli, allungate con un po’ del loro brodo di cottura caldo, aggiungete il cavolo nero e fate cuocere quest’ultimo, aggiungendo man mano, tutto il liquido di cottura dei fagioli caldo.

Terminata la cottura del cavolo nero, aggiungete i fagioli interi e versate a pioggia la farina di mais, mescolando bene (anche con una frusta se necessario) in modo che non si formino grumi.

Aggiungete del brodo vegetale caldo, se il liquido di cottura dei fagioli non fosse sufficiente. La consistenza deve rimanere morbida, non deve rapprendersi come una polenta, è una zuppa, densa, ma sempre una zuppa.

Se utilizzerete la farina di mais normale, cuocetela per 40 minuti circa, mescolando costantemente, se invece scegliete la farina integrale istantanea, basteranno 10 minuti circa, sempre mescolando e aggiungendo man mano il brodo caldo che serve.

Servite in piatti di coccio, con un generoso giro d’olio extravergine, possibilmente toscano, sopra e una leggera macinata di pepe nero.

Per comodità potete preparare la minestra di cavolo nero il giorno prima e poi riscaldare il tutto, aggiungendo e cuocendo la farina di mais quando scegliete di portare in tavola la zuppa. Un consiglio finale: affrettatevi a prepararla, meglio se in un’uggiosa giornata di fine inverno, dato che la stagione del cavolo nero sta per finire. E fatene in abbondanza, se ve ne avanza, niente paura, il giorno dopo sarà ancora più buona!

 

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