Sistema immunitario e coronavirus

30 Mar, 2020 da

sistema immunitarioSiamo ormai da due mesi alle prese con quella che è stata definita dall’OMS una vera e propria pandemia legata a questo nuovo virus della famiglia dei coronavirus e non è ancora il momento forse di fare bilanci. Prima o poi però verremo fuori dall’urgenza del momento e dovremo cogliere l’occasione per fare qualche riflessione.

Quando l’emergenza sarà finita, così, quello che mi piacerebbe restasse ad ognuno di noi è forse il messaggio di fondo principale portato dal Covid-19 e cioè che dobbiamo al più presto prenderci la responsabilità della nostra salute, smettendo di delegarla ad altri.

Questo è anche quello che possiamo fare sin d’ora per aiutare medici e infermieri che stanno facendo miracoli per far fronte all’attuale situazione. Essere responsabili della propria salute, evitando di gravare su strutture attualmente al collasso, è, infatti, il primo aiuto concreto che possiamo dare loro.

Come emerso in questi ultimi mesi, infatti, il nostro sistema sanitario, così come quello di altri paesi, non è in grado di reggere l’urto di una pandemia come l’attuale. Anche se in futuro dovessimo riuscire ad attrezzarci meglio, dovessero essere stanziati fondi adeguati, smettendo di disinvestire nel settore sanitario e ospedaliero pubblico e – chissà – si dovesse mai cessare per un po’ di considerare la corruzione come una pratica normale negli appalti, le risorse non saranno mai sufficienti, sopratutto se eventi simili dovessero ripetersi in futuro.

A questo punto la palla passa al singolo cittadino e al singolo individuo.

Al singolo cittadino che, finita l’emergenza, come scrive anche Paolo Rumiz nell’articolo pubblicato in questi giorni su Repubblica, dovrà far sentire la propria voce chiedendo con decisione scelte “di salute” per quanto riguarda ad esempio l’ambiente (non è certo un caso che le zone più colpite dal virus siano anche quelle più inquinate d’Italia e d’Europa), ma anche scelte serie e responsabili in materia economica e di politica del lavoro.

Ma anche alla singola persona che dovrà prendersi la responsabilità di se stessa e del proprio benessere psico-fisico adottando stili di vita più salutari.

Uno stile di vita sano, infatti, è direttamente correlato ad una salute migliore e ad un sistema immunitario che funziona.

Come abbiamo letto, infatti, la maggior parte di decessi avvenuti durante questa emergenza ha riguardato persone che – a causa di un problematico pregresso stato di salute – non hanno retto all’incontro con il virus.

Le patologie di cui queste persone soffrivano le hanno, infatti, rese più fragili, hanno reso più debole il loro sistema immunitario che non ce l’ha fatta, purtroppo, a proteggerle.

Molte di queste patologie (ovviamente non tutte, ma parecchie) sono le cosiddette malattie del progresso: diabete, malattie cardiovascolari e così via.

Anche un elevato stato infiammatorio dell’organismo espone, però, persone apparentemente sane a rischi elevati, così come un intestino che non funziona a dovere. Se pensiamo a quanti di noi presentano quadri simili ci renderemo facilmente conto del perché si sia giunti in così breve tempo ad una pandemia.

A questo punto, cosa possiamo fare come singoli, da subito, approfittando del fatto che siamo confinati in casa e, volenti o nolenti, abbiamo forse un po’ più di tempo a disposizione per iniziare ad apportare qualche cambiamento al nostro stile di vita?

Come prima cosa acquisire la consapevolezza che tale cambiamento è necessario e fondamentale: ognuno deve diventare consapevole di essere il primo responsabile della propria salute intesa in senso olistico come salute di corpo-mente-spirito e di doversi impegnare al massimo in prima persona per mantenerla.

Secondariamente, riflettere su come declinare nella pratica questa nuova consapevolezza, senza rimandare, iniziando da un piccolo passo, ma da un piccolo passo compiuto oggi.

Che fare?

Cambiare stile di vita in una direzione volta al rafforzamento del nostro sistema immunitario significa fondamentalmente:

  1. Mangiare sano
  2. Fare adeguata e sufficiente attività fisica
  3. Ridurre il livello di stress e garantirsi un’adeguata quantità e qualità di sonno
  4. Vivere in un ambiente il meno inquinato possibile, anche dal punto di vista mentale
  5. Coltivare il proprio equilibrio interiore e la propria spiritualità
  6. Coltivare la propria creatività

Ognuno di questi punti meriterebbe un libro intero e tante sono le pubblicazioni che si possono trovare facilmente in circolazione. Una buona idea sarebbe magari approfittare di questo tempo sospeso per leggerne qualcuna.

Un titolo che mi sento di consigliare, perché esplora molte di queste direzioni e perché scritto da persone competenti è “Ventun giorni per rinascere” di Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani.

I punti precedenti non sono certo una novità; prima o poi tutti o quasi nella vita ci siamo detti di voler proprio cambiare, per poi dimenticarcene in fretta, presi dalle mille incombenze della vita quotidiana. Ecco, ora è venuto il momento di farlo.

Sì, proprio ora che siamo confinati nelle nostre abitazioni e sembra ancora così lontano il momento in cui potremo andare a fare una bella corsa in un parco, o potremo tornare in palestra o riusciremo a iscriverci ad esempio ad un corso di ballo o ad un seminario di meditazione.

Mai come in questo momento si stanno, infatti, moltiplicando le iniziative totalmente gratuite sul web con ogni genere di proposta: yoga, qi gong, ginnastica dolce e meno dolce, meditazione, presentazioni di libri, seminari sui più disparati argomenti.

Senza esagerare, altrimenti si finisce per ritrovarsi con un’agenda talmente impegnata da non aver tempo neppure per rilassarsi, scegliere un paio di queste attività e inserirle nel nostro programma settimanale potrebbe essere di grande aiuto per ridurre il senso di isolamento, per fare un po’ di attività fisica, per coltivare i propri interessi e dare sfogo alla nostra creatività.

A proposito di attività fisica, se non si ha la fortuna di avere un giardino o una terrazza, si vive magari in condominio e non si ha neppure lo spazio per fare attività in casa, il piano b c’è: bastano 2 piani di scale 4 volte al giorno, con regolarità, a diversa intensità. Equivalgono a circa 8.000 passi. Mettete le scarpe da ginnastica e prendete questo appuntamento con voi stessi. Adesso.

Per quanto riguarda il sonno, è fondamentale per un adulto dormire almeno 7-8 ore per notte: dormire poco incide negativamente sul sistema immunitario. Dato che siamo costretti a stare in casa, approfittiamone almeno per dormire. Per facilitare il sonno, quindi, evitiamo di lavorare o stare al PC dopo cena, è troppo attivante. Allo stesso modo, non facciamo attività fisica intensa la sera ed evitiamo di mangiare pesante, troppo grasso o troppo tardi a cena: il fegato va lasciato tranquillo la notte se si vuole dormire bene.

Per facilitare il sonno possiamo anche diffondere un po’ di olio essenziale di lavanda nell’aria grazie ad un diffusore, oppure mettere qualche goccia di essenza su un fazzoletto di carta da porre poi sotto il cuscino: grazie alle sue proprietà rilassanti, l’olio essenziale di lavanda faciliterà il nostro sonno.

Last, but not least: l’alimentazione. Il discorso sull’importanza dell’alimentazione consapevole è un discorso ampio, che da anni porto avanti e di cui questo sito è uno strumento importante.

Come intervento immediato per evitare di indebolire il sistema immunitario voglio intanto dare qualche semplicissima indicazione:

  1. Evitare o limitare il più possibile il consumo di zucchero e di alimenti/bevande contenenti zucchero. Lo zucchero, infatti, ha un effetto negativo sul nostro sistema immunitario. Perciò, se siamo annoiati o un po’ giù di morale, evitiamo di buttarci sui dolci, sopratutto se confezionati. Meglio preparare una torta fatta in casa, scegliendo farine di buona qualità, meglio se integrali e dolcificando il meno possibile con lo zucchero, magari con uvetta passa, o frutta, oppure cannella. Su questo sito potete trovare a questo link moltissime ricette, anche senza glutine.
  2. Fare attenzione a non consumare troppo spesso (far passare almeno qualche giorno tra un’assunzione e l’altra) cibi ai quali si sa essere sensibili. Nel caso in cui non si sia conoscenza di quali siano, basta non mangiare tutti i giorni pasta, pane o alimenti contenti glutine, latte e derivati e lieviti, le categorie cui solitamente noi italiani risultiamo più sensibili, dato il sovra consumo che ne facciamo. L’infiammazione di basso grado, ma costante, che si genera altrimenti, apre la porta a problematiche di più ampia portata ed indebolisce il sistema immunitario.
  3. Aumentare il consumo di verdura e frutta di stagione, anche cruda in modo da aumentare l’assunzione di fibre, fondamentali per il corretto funzionamento dell’intestino. Ortaggi e frutta, infatti, contengono, oltre alle fibre, anche moltissimi nutrienti utili al buon funzionamento del sistema immunitario. Sceglieteli colorati e di stagione.
  4. Come fonte proteica non abusate di carne, sopratutto se carne rossa (il vitello e il maiale rientrano in questa categoria anche se il colore delle loro carni sembra bianco), preferite i legumi. Se non siete abituati a consumarli, iniziate poco per volta, introducendoli gradatamente, cuocendoli con abbondanti erbe aromatiche e passandoli al passaverdure per eliminare le bucce. Come fonte proteica sono indicate anche le uova, meglio se biologiche e, se possibile, il pesce.
  5. Quale pratica di disintossicazione veloce dell’organismo è molto utile il cosiddetto digiuno intermittente: un giorno alla settimana (dal pranzo di un giorno al pranzo del giorno dopo, ad esempio) senza mangiare, bevendo soltanto acqua e tisane non zuccherate. E’ una pratica non indicata per i bambini, gli over 80, le persone sottopeso, chi soffre di diabete o di patologie particolari e le donne in gravidanza.

Per concludere, cercate occasioni per ridere, per stare in allegria, magari giocando con i vostri figli, oppure guardando film divertenti, non scegliete proprio questo momento per fare il bilancio della vostra vita, sopratutto se siete da soli. Provate a guardare il famoso bicchiere mezzo pieno, invece di quello mezzo vuoto, fate un elenco dei motivi per i quali siete fortunati.

Questo potrebbe proprio essere il momento giusto per iniziare con il vostro barattolo della felicità In un articolo di qualche tempo fa ho spiegato come fare.

Anche in questo caso, siate consapevoli che è il vostro modo di guardare la realtà, la vostra percezione della realtà, ad influenzare il livello di stress con il quale vivete quella stessa realtà. Più vi sentite impotenti, più sentite di essere costretti a fare qualcosa, maggiore sarà il vostro livello di stress e minore la tenuta del vostro sistema immunitario. Per questo motivo tenete conto che le parole sono importanti: se dite o pensate sono prigioniero, anche per scherzo, è così che vi sentirete; se definite questa esperienza un incubo, magari solo perché siete stati costretti a cambiare le vostre abitudini, la sensazione che avrete sarà quella di vivere in un film dell’orrore.

Invece di pensare costantemente che siete obbligati a stare in casa, così, provate a pensate che questa situazione sia invece frutto di una vostra scelta e pensate alle opportunità che tale scelta vi offre: sistemare la casa, dedicarvi a tutta una serie di attività per le quali in passato non avete mai avuto tempo, stare di più con la vostra famiglia, leggere, ascoltare la musica che preferite. Non è facile, ma provate a farlo e ad osservare come vi sentite dopo.

Se però l’inquietudine è troppo grande per guardare al lato positivo di questa situazione, indubbiamente pesante, cercate almeno una volta al giorno di fare silenzio dentro di voi e osservate le emozioni che vi attraversano, senza giudizio, lasciandole passare, senza aggrapparvi ad esse. E respirate.

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