Come superare la sindrome da rientro: qualche consiglio

30 Ago, 2017 da

sindrome da rientroLe vacanze sono terminate e voi, che avete fatto in questo periodo?

Vi siete abbuffati di tutte le squisitezze locali iper caloriche e super gustose che avete trovato perché-tanto-quando-rientro-mi-dò-una-regolata? O, al contrario, siete campati a insalatone, prosciutto e melone e frutta perché si schiattava di caldo e non avevate alcuna voglia di accendere i fornelli?

Avete fatto tutta l’attività fisica di un anno solare in venti giorni o avete invece approfittato per non alzarvi dalla sedia sdraio se non per mettervi a tavola perché-un-po’-di meritato-riposo-dovevate-pur-concedervelo…?

Avete dormito dieci ore per notte o, al contrario, la notte non avete proprio dormito, in altre faccende affaccendati?

Come siano state le vostre vacanze, il rientro alla vita di tutti i giorni, lavoro compreso, può essere traumatico: insonnia, mal di testa, spossatezza, difficoltà di concentrazione, tono dell’umore basso sono solo alcuni dei sintomi della cosiddetta post vacation blues o, per dirla all’italiana, della sindrome da rientro.

Che fare? Se avete occasione di fare un giro sul web troverete centinaia di articoli in tutte le lingue sulla faccenda in questione con consigli di vario genere, riassumibili in genere in una decina di punti al massimo:

  1. Rientro graduale: non pretendete di passare da zero a mille in due giorni, evitate di fissare appuntamenti impegnativi sin dalle prime ore di lavoro, rimandate le incombenze più pesanti il più possibile. Non pretendete di lavare, stirare, pulire casa in due giorni di full immersion, la buona notizia è che magliette e calzoncini delle vacanze non vi serviranno per andare in ufficio…
  2. Attività fisica: l’esercizio fisico, soprattutto se praticato all’aperto, incrementa il livello nel sangue di endorfine, le sostanze chimiche prodotte dal cervello con proprietà antidepressive. Sia che in vacanza abbiate fatto attività fisica, sia che non ci abbiate neppure pensato, è il momento di fare le scale a piedi, lasciare la macchina qualche fermata di autobus prima, camminare di buon passo almeno mezz’ora al giorno, magari al mattino prima di andare al lavoro per sopravvivere al caldo torrido di questi giorni.
  3. Andate a letto presto: cercate di riabituarvi in modo progressivo a rispettare orari più regolari, andando magari a letto prima, per riuscire a svegliarvi al mattino a un’ora consona agli impegni che dovrete affrontare potendo contare su un riposo sufficiente..
  4. Continuate o ricominciate a consumare frutta e verdura a go-go: la ricchezza di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti di cui sono ricchi i frutti della terra, infatti, sarà un valido aiuto per il vostro organismo per superare la sindrome da rientro. Una cura dell’uva a settembre (ampeloterapia), con uva biologica, ad esempio, potrebbe essere di aiuto per disintossicare l’organismo e buttar giù magari qualche chilo di troppo messo su durante le vacanze.
  5. Rispettate una corretta cronobiologia dei pasti: ritrovate o acquisite l’abitudine a pasti che siano l’esemplificazione del famoso detto “colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri”. A colazione, in particolare, lasciate perdere merendine, brioches, biscotti e simili, affaticherebbero ancora di più il vostro organismo, peggiorando i sintomi della sindrome da rientro e scegliete invece frutta fresca, fiocchi di cereali integrali vari (farro, quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno, ecc.), bevande vegetali (ad esempio latte di mandorle, latte di riso, di soia, di avena, ecc.), frutta a guscio, variando ogni giorno (noci, nocciole, mandorle, pinoli, ecc.).
  6. Pulite casa: tornare qualche giorno prima e con calma sistemare un po’ casa può sembrare a prima vista un consiglio un po’ strano, ma è un modo per riavvicinarsi alla vita quotidiana con gradualità. Essere occupati con incombenze manuali, inoltre, può essere di aiuto per lasciar sedimentare le emozioni e gli stimoli della vacanza, soprattutto se trascorsa in paesi lontani, culturalmente diversi dal nostro. Potrebbe essere una buona idea anche buttar via quanto di superfluo ci circonda. Aver sperimentato che si può vivere per diverse settimane semplicemente con il contenuto di una valigia può essere infatti di stimolo per eliminare il superfluo intorno a noi.
  7. Iniziate a pensare a qualche nuovo hobby o corso da seguire in inverno: le vacanze sono state ricche di stimoli, ma anche la vostra vita cittadina può esserlo. Senza esagerare con gli impegni, programmate qualche cosa che vi interessi per la prossima stagione. Siete stati in Portogallo e avete avuto voglia di imparare il portoghese? Informatevi sui corsi di lingua organizzati magari dal vostro comune, potrebbe essere un modo per continuare a respirare l’aria della vostra vacanza anche durante l’inverno.
  8. Cercate di stare all’aria aperta: il passaggio dalla luce solare alla quale ci siamo esposti durante le vacanze alla luce artificiale dell’ufficio, infatti, già di per sé è uno shock per il nostro organismo. Per questo, cercate di trascorrere le pause pranzo all’aperto, fate una passeggiata dopo cena o camminate la mattina. Cogliete, insomma, ogni occasione per stare all’aperto.
  9. Se tutto questo non bastasse, aiutatevi con qualche integratore: rodiola, eleuterocco, ashwaganda sono solo alcuni degli adattogeni che potrebbero esservi di aiuto per superare la sindrome da rientro. Il tiglio potrebbe essere di aiuto se l’agitazione e il nervosismo sono i sintomi che si manifestano maggiormente. La griffonia è invece indicata se l’umore basso è il nostro compagno del rientro. Se il problema è di tipo emotivo, i fiori di Bach potrebbero essere una buona soluzione.
  10. Adottate la giusta mentalità: accettate il fatto che non si può essere sempre in vacanza e date valore al fatto di avere un lavoro, per quanto poco eccitante o stancante vi possa apparire. Cercate di stare sempre nel qui e ora rimanendo consapevoli delle vostre sensazioni, della postura del vostro corpo, di quanto la vostra mente produce mentre siete al lavoro. Ogni tanto alzatevi dalla sedia, fate qualche semplice esercizio di stretching e camminate un po’ per i corridoi. Cercate di sorridere e di contribuire a costruire un ambiente di lavoro piacevole, anche se le condizioni esterne ve lo dovessero rendere difficile. Ricordate che gli altri non cambiano, siamo noi a poter cambiare noi stessi e il nostro modo di percepire la realtà che ci circonda.

Infine, se davvero la sindrome da rientro è per voi pesantissima e non accenna a passare dopo qualche giorno, chiedetevi quale messaggio questo vi porti: non siete soddisfatti della vostra vita? Non amate il vostro lavoro? Non sopportate i colleghi? Odiate dover viaggiare stipati in una metropolitana o in coda sulla tangenziale per raggiungere il posto di lavoro?

Invece di lamentarvi e lasciarvi affossare dalla situazione, provate a pensare cosa fare per cambiare. Avete un hobby o una passione che, se approfonditi, potrebbero diventare in futuro un’occupazione? Accogliete la possibilità di trasferirvi, chiedendovi quali passi sono concretamente possibili e iniziate a raccogliere informazioni.

Se invece nessuna strada appare oggettivamente percorribile per motivi contingenti, allora cercate di seguire quanto suggerito dalla seguente preghiera, comune a molte tradizioni spirituali di tutto il mondo: “O Signore (Grande Spirito) concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza per capirne la differenza”.

Ma, soprattutto, stilate un elenco di quello per cui potete ringraziare la vita, un elenco delle fortune che avete e che magari date per scontato e rileggetelo nei giorni bui, quelli nei quali il rientro vi sembrerà più pesante.

Se, come me, avete da qualche tempo già iniziato a riempire un barattolo della felicità, questa potrebbe essere la giusta occasione per rovesciare sul letto i bigliettini colorati che avete scritto nei mesi precedenti e che avrete riposto nel barattolo e per leggerli con calma, possibilmente con un leggero sorriso sulle labbra.

Buon rientro a tutti!

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