Scrivere

30 Gen, 2014 da

scrivereScrivere non è soltanto un dovere, connesso allo studio o al lavoro. È anche una passione disinteressata, estranea a ogni ambizione letteraria. Delinea la nostra storia all’insegna di una consapevolezza di vivere tutta particolare. E tale da costruire un tratto distintivo, esibito o segreto, della nostra persona. È una diversa modalità di intrattenere rapporti. Quando la voce viene meno o le sue parole siano inadeguate o malferme, troppe o troppo poche. La scrittura sa sfuggire alle leggi dell’utilità immediata, degli obblighi e dei rituali sociali più superficiali. Ci appartiene intimamente. Non siamo sempre – e soltanto – grazie a lei i rivenditori di quel che abbiamo imparato a fare, a pensare, a dire. I vantaggi che può offrirci sono di altro genere. Non hanno prezzo. In solitudine, incuranti degli altri, nostri giudici e lettori, li abbiamo scoperti dosandoli a nostra misura. Secondo l’estro, le esigenze del momento, lo stato d’animo.

(…) Ci dona sensazioni di libertà creativa, riuscendo a turbare i momenti di quiete, mutandoli in un raccoglimento pensoso. Ci consiglia di rallentare il passo, ci spinge senza complimenti a guardare in noi stessi. Mentre scriviamo e dopo, quando le parole si asciugano. Ci spinge a cercare il silenzio, a sfidare il frastuono. Riempie i nostri istanti vuoti, mostrandoci che dalle strette feritoie può filtrare nuova luce.

Duccio Demetrio “Perché amiamo scrivere. Filosofia e miti di una passione”

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