Il miglio: alleato per la bellezza di capelli e unghie

11 Mag, 2017 da

miglioIl miglio è stato il primo cereale nella storia dell’umanità e ancora oggi funge da alimento di base in molti paesi dell’Africa e dell’Asia, mentre è stato a lungo quasi dimenticato nelle cucine del mondo occidentale, noto al più come alimento per uccelli e pollame.

Le sue origini pare vadano fatte risalire alla mezzaluna fertile in Asia Minore. Oggi viene coltivato prevalentemente in India, Cina e Nigeria e poco in Europa, soprattutto per ragioni legate alla produttività e alle difficoltà che presenta la raccolta.

miglio piantaIl miglio (Panicum miliaceum) è una pianta erbacea annuale che fa parte della famiglia delle Graminacee. Si presenta con l’aspetto di sottili canne con foglie lunghe che alla fine dell’estate producono spighe al cui interno si trovano migliaia di piccoli frutti che vanno decorticati per dentro minuscoli semi duri di colore giallo (quelli che poi si utilizzano).

Non è particolarmente esigente dal punto di vista del suolo, necessita però di un terreno arioso, piuttosto sabbioso e soleggiato.

La sua composizione

Il miglio è composto soprattutto da carboidrati ed è piuttosto calorico. Contiene proteine ad elevato valore biologico, superiori rispetto a quelle di altri cereali, con altissima presenza di aminoacidi solforati (cistina, metionina); le proteine contenute nel miglio, inoltre, sono facilmente assimilabili.

Il miglio è ricchissimo anche di sali minerali tra cui ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco, calcio, sodio e silicio. Il silicio, in particolare, è fondamentale per la salute del sistema immunitario e per la salute di pelle, capelli, denti e unghie dato che stimola la produzione della cheratina.

Contiene anche vitamine del complesso B, come pure vitamine A, E e PP.

Va segnalato per chi dovesse avere un’intolleranza alimentare, che, pur contenendo nichel, il miglio ne presenta però meno di mais e avena. Da ricordare inoltre che è sotto forma di farina che se ne sconsiglia l’utilizzo nei giorni di sospensione e non in seme. La farina, infatti, vede una presenza variabile e spesso elevata di residui di nichel dovuti proprio al processo di macinazione. Tutto dipende in ogni caso dalla sensibilità individuale.

È facilmente digeribile e vanta proprietà diuretiche, energizzanti, depurative, antidepressive, protettive dell’apparato cardiovascolare, antianemiche, benefiche, come si diceva sopra, nei confronti di pelle, unghie, denti e fegato. Contiene acido salicilico. Il miglio decorticato è privo di glutine e adatto anche per questo allo svezzamento dei bambini. È anche indicato per chi soffre di acidità di stomaco perché, oltre ad essere di facile digestione, è l’unico cereale alcalinizzante.

È ricco, inoltre, di fibre insolubili, utilissime per favorire la regolarità intestinale e regolarizzare il livello dei trigliceridi nel sangue. Se ciò non dovesse bastare, aggiungiamo anche la sua capacità di abbassare la glicemia, nonché l’elevata digeribilità e alcalinità, che lo portano ad essere un alleato dell’apparato digerente di tutti i soggetti, ma in particolar modo di quelli più delicati (convalescenti, anziani, bambini, etc…).

Contiene triptofano, precursore della serotonina: è quindi di aiuto contro stress e sbalzi d’umore e ha un indice glicemico non elevato.

Le forme sotto le quali si trova in commercio

In commercio troviamo il miglio sotto diverse forme: decorticato, bruno (forma selvatica del miglio), in fiocchi, come miglio soffiato, snack, gallette, bevanda, farina.

Il miglio alleato dell’apparato gastrointestinale

Grazie all’elevata digeribilità, il miglio è indicato per tutti coloro che hanno bisogno di alimenti di non impegnativa digestione: anziani, donne in gravidanza e bambini, anche molto piccoli. La farina di miglio può essere infatti utilizzata per preparare creme e pappe, anche nella fase dello svezzamento. Svolge un’azione alcalinizzante ed è dunque utile anche per quanti soffrono di acidità di stomaco.

Il miglio alleato della bellezza

Il miglio è considerato da sempre un alimento utile alla bellezza di capelli, ciglia, pelle, denti e unghie. Stimola, infatti, la produzione della cheratina di unghie e capelli e aiuta a rinforzare lo smalto dei denti. Nonostante la sua azione stimolante sulla pelle non sia ancora stata dimostrata scientificamente, l’elevata presenza di proteine strutturali ne suggerisce tuttavia l’uso per ridare vigore ai capelli sfruttati e fragili, oltre che alle unghie deboli. In generale, quindi, il miglio sembra essere un alimento molto utile per la salute degli annessi cutanei.

Il miglio ricostituente e antistress

Grazie alle sue proprietà nutrizionali, e soprattutto all’abbondante presenza di vitamine del gruppo B e alla ricchezza di minerali, il miglio è un alimento ricostituente; è pertanto consigliato in caso di astenia e in convalescenza. Da sempre, inoltre, è considerato una sorta di antistress naturale.

“Controindicazioni” del miglio

Il miglio non presenta particolari controindicazioni, a meno che non si abbia ipersensibilità alle graminacee oppure, se si è intolleranti al nichel e sensibili anche verso il miglio.

In Medicina Cinese

Secondo la medicina cinese tutti i cereali hanno la caratteristica preziosa di sostenere i due sistemi funzionali di Milza e Stomaco (detti anche “il centro”) e di tonificarne il qi. In particolare, si dice che il miglio sappia “armonizzare” il qi del centro, ossia che nella digestione faccia andare ogni cosa per il verso giusto, il qi di Stomaco verso il basso e il qi di Milza verso l’alto.

Il miglio rafforza il sistema di Rene e nutre il Sangue, fattori importanti in presenza di vene varicose, emorroidi, una ridotta elasticità dei vasi sanguinei, un’inclinazione alle ernie dei dischi intervertebrali o alla pelle rugosa. Il rafforzamento del Rene si rispecchia in un consolidamento di denti e ossa, il Sangue infine permette un migliore nutrimento di pelle, unghie e capelli. Insomma, anche per la Medicina  Cinese mangiare miglio aiuta a diventare più belli.

Sempre secondo la Medicina Cinese, il miglio elimina l’eccesso di calore dallo Stomaco e trasforma umidità (è diuretico).

Il suo sapore è dolce, salato e piccante, la sua natura termica è fresca e i sistemi funzionali verso i quali si dirige sono quelli di Milza, Stomaco, Rene e Polmone.

Come cucinare il miglio

Iniziamo dicendo che è importante un’accurata operazione di lavaggio sotto acqua corrente, che va eseguita molte volte, fino al raggiungimento della totale limpidezza dell’acqua stessa, al fine di essere certi di aver eliminato tutte le scorie, le impurità e la polvere che ricoprono i chicchi. Il lavaggio serve anche ad evitare che rimanga un retrogusto amaro dopo la cottura.

Dopo questo passaggio, vi suggeriamo di versare il miglio in un colino a maglie strette, lasciandolo scolare e asciugare per circa 15 minuti circa. Non è necessario ammollo.

Per cucinarlo va messa la quantità di cereale desiderata in una pentola di acciaio dal fondo spesso, portando il tutto su fiamma media e facendolo tostare per qualche minuto (non è necessaria l’aggiunta di olio). Quando nell’aria si sarà sprigionato un profumo fragrante e avrà iniziato a cambiare colore, sarà possibile aggiungere acqua, di volume pari al doppio di quello del miglio (es. una tazza di miglio – due tazze d’acqua) e pochissimo sale, alzando la fiamma e lasciandola alta fino al raggiungimento del bollore. A questo punto il fuoco può essere abbassato e il miglio lasciato cucinare per circa 15-20 minuti, dopo i quali vi suggeriamo di spegnere il fornello e porre un coperchio sulla pentola, facendo riposare (e gonfiare) il cereale per 5 minuti.

Il miglio appena bollito ha un sapore particolare (forse quasi metallico), che non piace a tutti. Per questo si consigliano ricette che vedono il miglio bollito e quindi riscaldato una seconda volta, come per esempio in uno sformato, in polpette o semplicemente in padella. Preparato in questo modo il miglio sviluppa tutto il suo aroma gradevolmente dolce.

Usi in cucina

Il miglio in cucina è molto versatile e si presta molto bene a realizzare sformati, crocchette o polpette, ma si può utilizzare anche per preparare zuppe, primi piatti, ripieni e addirittura dolci. E’ possibile, inoltre, anche preparare in casa dei germogli di miglio. Ha, inoltre, un’alta capacità legante, rendendo, con la sua aggiunta, superfluo l’uso di uova nella preparazione, ad esempio, di polpette o altro.

Per aumentare il suo valore nutrizionale si suggerisce l’aggiunta di legumi (ceci, lenticchie, fagioli, ecc.) lessati e frullati: le proteine di questi ultimi sono complementari a quelle dei cereali e, in abbinamento ad essi, creano un profilo nutrizionale del tutto paragonabile a quello della carne.

Il miglio è ottimo anche in versione insalata, usato alla stregua del famoso cous cous e condito sempre con verdure e olio a crudo, magari con noci, pistacchi o mandorle a lamelle, per un piatto unico ancora più sfizioso, oppure come ripieno di zucchine, pomodori, peperoni o melanzane al forno.

Non ultimo, è interessante nella preparazione di zuppe e minestre- Può essere, infatti, cotto con un quantitativo maggiore di acqua e, all’occorrenza, anche frullato prima di essere servito.

Infine, può essere usato anche nei dolci o per colazione. È molto indicato, ad esempio, nella celebre, quanto super nutriente Crema Budwig di tradizione kousminiana. Se invece vi è avanzato del miglio già cotto e non condito, potete consumarlo con della frutta fresca a pezzetti, accompagnato da un cucchiaio di miele o sciroppo d’acero, un pizzico di cannella in polvere e qualche gheriglio di noce o altra frutta oleaginosa. Oppure con una banana a rondelle, un po’ di limone in succo e in scorza grattugiata e, se piace, dello zenzero in polvere.

Relativamente alle spezie, ne esaltano enormemente il profumo tutte le erbe aromatiche mediterranee (rosmarino, origano, timo, basilico, etc…). Nelle polpette vegetali si suggerisce l’aggiunta di un po’ di cumino, sia per il suo sapore sia per le sue proprietà carminative. mentre, per aromatizzare delicatamente il miglio nella fase iniziale della preparazione, si possono aggiungere all’acqua di cottura un paio di foglie di alloro essiccato.

Conservazione

Come nel caso degli altri cereali, le versioni “secche” del miglio, ovvero chicchi, fiocchi e farina, si conservano in barattoli ben chiusi, al riparo da umidità, luce e calore. Il miglio presenta, comunque, una conservabilità superiore a quella degli altri cereali. Se cotto, invece, può essere riposto in frigo per 2 o 3 giorni, consumandolo il prima possibile (le preparazioni con cui si possono riciclare eventuali esuberi sono talmente vaste che il rischio di gettarli è davvero molto basso). Se dovesse essere troppo asciutto al momento di utilizzarlo, basterà aggiungere un po’ d’acqua prima di metterlo sul fornello.

Curiosità

Il miglio era già coltivato in epoca preistorica: in Italia, in particolare, i semi di questo cereale sono stati ritrovati addirittura in tombe del neolitico, esso è stato inoltre protagonista dell’alimentazione degli antichi Romani, e nel periodo medievale veniva frequentemente utilizzato in sostituzione della carne e nell’Italia settentrionale per secoli venne consumato sotto forma di polenta.

Nel 1374 il miglio salvò Venezia. Durante l’assedio da parte di Genova, infatti, pare che Venezia si sia salvata proprio grazie alle grosse quantità di miglio che conservava nei propri magazzini.

Ricette

Come per l’articolo sugli asparagi, avrete modo fra qualche giorno di trovare sul sito parecchie ricette che hanno come ingrediente di base il miglio, sia in versione salata, che dolce.

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