I lunedì senza carne di Paul McCartney

27 Ott, 2014 da

Senza carneMi è di recente capitato sottocchio un articolo che parlava di un’iniziativa lanciata dall’ex Beatle insieme alle figlie, in memoria della moglie Linda, attivista a favore dei diritti degli animali.

La proposta di McCartney consiste nell’impegnarsi una volta la settimana, ad esempio il lunedì, a seguire una dieta vegetariana, eliminando, perciò, carne, pesce e loro derivati, quindi anche insaccati di qualsiasi tipo. Se ognuno di noi lo facesse a cadenza settimanale, anche solo per un giorno, la cosa avrebbe un grande impatto ambientale. Come ormai molti di noi sanno, infatti, gli allevamenti intensivi di carne o pesce costano moltissimo in termini di risorse ambientali e producono inquinamento.

La Norvegia, consapevole di ciò, ha già aderito all’iniziativa adottando il lunedì vegetariano per le mense degli asili e dell’esercito.

Per chi desiderasse maggiori informazioni e masticasse un po’ di inglese, ecco il sito cui far riferimento: www.meatfreemondays.com

Oltre che per il bene del pianeta, cosa già non di poco conto visto che secondo un proverbio dei nativi americani “non ereditiamo la terra dai nostri avi, la prendiamo a prestito dai nostri figli. Nostro dovere è restituirgliela”, se prendessimo l’abitudine di seguire una dieta vegetariana anche solo per un giorno la settimana, ma per tutte le settimane dell’anno, faremmo del bene anche a noi stessi.

Il grosso problema oggi del consumo di alimenti animali, infatti, è legato in primo luogo alla qualità degli stessi. Allevamenti intensivi, spesso in condizioni terribili per gli animali, non possono far altro che tradursi in stress e quindi minor resistenza alle malattie da parte del loro sistema immunitario. Questo rende necessario l’utilizzo di antibiotici e farmaci in quantità per non far morire l’animale e propagare eventuali malattie in tutto l’allevamento.

Vogliamo davvero mangiare carne di animali stressati e imbottiti di farmaci, se non di ormoni per pomparne la crescita? Sottolineo anche che l’uso massiccio di antibiotici genera resistenza agli stessi e questa resistenza si può trasferire all’uomo con il consumo regolare di carne proveniente da animali così trattati.

Se fosse solo questo il problema, vi si potrebbe ovviare (e già non sarebbe poco) acquistando carne biologica o di allevamenti al pascolo di produttori conosciuti e seri. In realtà esistono fior di studi che dimostrano come un consumo regolare e frequente di carne, soprattutto rossa (per carne rossa si intende anche quella all’apparenza bianca, quindi pure vitello, maiale, ecc.), sia pericoloso per la salute. Espone, infatti, ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari o tumori, solo per citarne alcune.

D’altronde i nostri avi mangiavano carne saltuariamente e come complemento di alimenti vegetali: cereali integrali e verdure in primis. In questo modo ottenevano un piatto in grado di sfamare più bocche ed equilibrato in termini di carboidrati e proteine.

Questo non significa un invito ad abbandonare di colpo ogni consumo di carne o pesce. Intendiamoci, si può benissimo vivere senza e anche molto bene, ma occorre farlo in maniera responsabile, informandosi prima, ricorrendo al consiglio di un esperto se necessario, in modo da non rischiare carenze nutritive, soprattutto in determinate fasi della vita, ad esempio per i bambini e ragazzi quella della crescita.

Seguire un’alimentazione a base di prodotti vegetali di buona qualità e di stagione, con saltuarie integrazioni di alimenti di origine animale è facile per tutti e permetterebbe al contempo di preservare il nostro pianeta che, appunto, siamo tenuti a restituire alle generazioni che verranno.

 

 

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