Dimagrire? È la qualità che conta, più che la quantità

28 Feb, 2018 da

bilanciaÈ vero, siamo ancora a fine febbraio, ma sento nell’aria già preoccupati e (almeno per me) preoccupanti discorsi sulla fantomatica “prova costume” e su diete-fantasia, solitamente ipocaloriche, che vengono periodicamente proposte e. ahimè, seguite da aspiranti magre di tutte le età.

Sento racconti dell’orrore di donne che si costringono a mangiare quattro yogurt al giorno, alimento che magari odiano, per inseguire il miraggio di un vitino di vespa, o che mangiano praticamente solo verdura cruda, magari in pieno inverno e potrei continuare ancora…

Per tutte queste donne una buona notizia! Un recente studio pubblicato su Jama dimostra che non è la quantità (senza esagerare ovviamente!) che importa, ma la qualità del cibo e le modalità con cui lo si consuma.

La risposta è stata che nessuna delle due è risultata più efficace dell’altra, perché quello che è emerso contare è stata la qualità della dieta, più che il numero delle calorie. Meno cibi trasformati e raffinati, più verdure e cibi integrali, insomma. Questo è quello che ci fa dimagrire.

Lo studio “Diet Intervention Examining The Factors Interacting with Treatment Success” (DIETFITS) ha coinvolto 609 adulti sovrappeso, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, valutandone le variazioni del peso corporeo nell’arco di 12 mesi.

La conclusione dello studio ha evidenziato che non erano emerse differenze significative nel calo ponderale tra i soggetti assegnati alla dieta a basso contenuto di grassi (-5,3 Kg) rispetto a quella a basso contenuto di carboidrati (- 6,0 Kg), neppure rispetto all’assetto genotipico del paziente, né del suo pattern di secrezione insulinica.

I partecipanti allo studio erano stati tutti istruiti su come scegliere i cibi più salutari. A quelli  assegnati alla dieta low-carb era stato consigliato avocado, salmone, carni magri da animali allevati al pascolo, formaggi duri, frutta a guscio, vegetali. Quelli assegnati alla dieta low-fat erano stati invece incoraggiati a consumare riso integrale, orzo, carni magre, lenticchie, latticini a basso contenuto di grassi, quinoa, frutta fresca e legumi.  I pazienti erano stati inoltre tutti istruiti a guardarsi dal cibo-spazzatura (dolciumi, patatine fritte, bibite, ecc.), soprattutto di quello che presenta un packaging che pubblicizza il prodotto come ‘low-carb’ o ‘low-fat’ perché ricco in realtà solo di sale, di sostanze chimiche e di ingredienti poco salutari.

Nessun limite rigido fissato, invece, per quanto riguarda l’apporto calorico.

Per quanto riguarda invece il movimento, sebbene tutti i partecipanti alla ricerca fossero stati incoraggiati a fare attività fisica, nessuno di loro alla fine dello studio aveva modificato in maniera sostanziale le proprie abitudini a questo riguardo.

Cos’era cambiato allora? Cosa li aveva fatti dimagrire? Ad essere cambiato – e molto – è stato il loro rapporto col cibo: alla fine dello studio non mangiavano più in macchina o davanti al televisore e molti di loro avevano preso a cucinare i cibi a casa e a mangiare a tavola riuntiti con la famiglia.

Questo studio sembra dimostrare che né la genetica, né il pattern di secrezione insulinica (quindi la capacità di metabolizzare carboidrati e grassi) di un individuo sono importanti ai fini del calo ponderale, che è comunque ottenuto con una dieta o con un’altra.

Quello che sicuramente conta e fa la differenza invece è che la dieta sia ‘sana’, cioè povera di zuccheri aggiunti, cibi trasformati e cereali raffinati. Gli esperti assicurano, quindi, che per perdere peso in maniera salutare, inserire nella dieta alimenti integrali e vegetali è più importante che perdersi in un estenuante conteggio delle calorie o nel tagliare a dismisura le porzioni.

Risulta infine rilevante anche come e quando vengono consumati gli alimenti. Quello di consumarli seduti con calma a tavola, insieme alla famiglia, possibilmente a televisore spento è senza dubbio il modo migliore. Ecco, quindi, che a pranzo è meglio evitare di parlare di lavoro durante il pasto e, tanto più, discutere o litigare: quando si mangia, si dovrebbe fare solo quello, il più possibile in un ambiente calmo e sereno, Montalbano docet!

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