La donna nella pioggia

20 Lug, 2017 da

La donna nella pioggiaLa donna nella pioggia

Il libro di cui voglio raccontare oggi è fresco fresco di pubblicazione e di lettura da parte mia. Ho la fortuna di conoscere l’autrice, mia compagna di corso ad Anghiari alla Libera Università dell’Autobiografia, oltre che giornalista specializzata in cinema (http://www.cultweek.com/).

Come si può immaginare l’ho letto con curiosità e un po’ di trepidazione: cosa le avrei detto se non mi fosse piaciuto? Non sono il tipo da dire una bugia, forse avrei glissato, evitato di fare commenti… Invece sono felice di poterlo proprio fare a cuore aperto il mio commento, che è pure molto positivo.

Il libro, infatti, mi è piaciuto, mi ha coinvolto, sottilmente, a poco a poco, come una tela di ragno finemente intessuta dalla quale è bello farsi avviluppare.

Lo sfondo della storia è giallo, per passione – che condivido – dell’autrice, ma la storia gialla è più un pretesto per raccontare il cammino di recupero del proprio passato di una donna, Stella, la protagonista, mamma di due bambine ed illustratrice di libri per bambini. La componente gialla c’è, ma si tratta più di un thriller psicologico che di un thriller pieno di azione o colpi di scena. I colpi di scena poi ci sono, ma sottili, tutti giocati “dentro”.

Quando in una vita apparentemente perfetta e senza difficoltà ad un certo punto ci si imbatte in una crepa, le scelte sono due: far finta che quella crepa non sia mai esistita o andare a ricercarne le origini per evitare che si allarghi e faccia crollare la nostra vita. Perché come diceva Leonard Cohen, “C’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”.

La quarta di copertina infatti recita “Chi sei, quando i ricordi su cui hai costruito la tua identità sono una menzogna?” e ancora: “Pensavo di conoscere il posto di ogni cosa, il nome di ogni strada, la mappa della mia vita. Invece.”

Ho amato subito e sono rimasta affascinata da quell’“Invece”, messo lì – solo – con un punto subito dopo. Mi ha fatto pensare a tutti gli invece della mia vita e ho iniziato a leggere e poi ho continuato e continuato ancora – di fila – fino a terminare il libro, praticamente in meno di due giorni.

Sul fatto che fosse scritto bene non nutrivo dubbi, avevo già avuto la fortuna di leggere o sentir leggere la scrittura di Marina, ma non sapevo se la storia avrebbe soddisfatto il mio palato esigente di lettrice e di lettrice gialla per di più. Invece.

Invece senza riserve posso dire: leggetelo! Magari vi riconoscerete in certi malesseri, in certi vuoti, in alcune riflessioni  o sensazioni della protagonista.  A me è accaduto. O magari no, ma leggetelo lo stesso per esplorare dimensioni nuove della nostra interiorità e per capire che senza aver metabolizzato il nostro passato, non si può vivere pienamente e comprendere il nostro presente o investire sul nostro futuro.

Brava Marina!

Marina Visentin

La donna nella pioggia

Edizioni Piemme

 

 

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