Ikigai: una via per la felicità

18 Nov, 2019 da

ikigaiDi recente un amico mi ha chiesto cosa si intende per Ikigai, un termine giapponese che ultimamente abbiamo forse sentito circolare anche noi, in realtà un concetto che si ritrova trasversalmente in moltissime culture.

La parola giapponese Ikigai descrive i piaceri e i contenuti di senso della vita. Letteralmente è composta da due termini: iki (vivere) e gai (ragione). È, quindi, la ragione di vita di una persona, il senso che la sua vita ha.

L’aspetto a mio parere più interessante di questo concetto è che non occorre sia necessariamente un senso elevato, non è importante che l’obiettivo che ci proponiamo sia di ampia portata o destinato a grandi riconoscimenti. È possibile trovare l’Ikigai anche assaporando i colori d’autunno lungo un viale alberato attraversato dall’ultimo sole della giornata, oppure bevendo con presenza mentale una tazza di tè di qualità per arrivare a distinguerne le note più recondite.

L’Ikigai, infatti, abita il regno delle piccole cose e tutte le cose, grandi o piccole che siano, hanno lo stesso valore, sono tutte sullo stesso piano. Solo riconoscendo l’importanza degli elementi dell’intero spettro sarà, infatti, possibile goderne appieno. Coltivare l’Ikigai significa non dover dimostrare niente a nessuno perché l’Ikigai indica un atteggiamento mentale secondo il quale la persona sente di poter aspirare ad un’esistenza felice e attiva e questo le basta, senza la necessità che il suo modo di stare al mondo sia condiviso o riconosciuto da altri.

L’Ikigai perciò viene anche definito come “il motivo per cui alzarsi la mattina”, in pratica è quello che ci dà una motivazione esistenziale, ciò che accresce la nostra fame di vita e ci fa accogliere di buon grado l’inizio di ogni nuova giornata.

L’Ikigai ha a che vedere con la felicità ed entrambi derivano dall’accettazione di sé e dal sentire veramente che il riconoscimento esterno è solo un valore aggiunto, non l’obiettivo o la ragione per cui vivere, lavorare, amare e via dicendo. Come in natura tutto è differente – non esistendo una foglia, un fiore identico ad un altro – così noi esseri umani siamo diversi, tutti, uno dall’altro. E questa differenza va onorata e valorizzata.

In ultima analisi, il segreto dell’Ikigai è accettare se stessi, nella propria unicità. Per questo motivo non esiste una via ottimale e perfetta verso l’Ikigai: ciascuno deve trovare il proprio cammino, con leggerezza e allegria.  Anche grazie a questo potremo così  aprirci a chi è diverso da noi, vivendo con tranquillità tutte le nostre e le altrui forme di originalità, vivendo la nostra esistenza in modo autenticamente tollerante.

Se vi sembra di non aver (ancora) trovato il vostro Ikigai, però, non deprimetevi, non gettate la spugna, non scaricate la colpa sugli altri, perché trovare il vostro Ikigai spetta solo a voi, ognuno nel proprio modo unico e irripetibile. Iniziate da qualche parte, anche solo da uno dei pilastri dell’Ikigai che vi illustrerò di seguito, o, ancor meglio, ponetevi due domande:

  • Quali sono le cose che per me hanno più valore sentimentale, che mi risuonano dentro di più?
  • Quali sono le piccole cose che mi danno più piacere?

L’ikigai si fonda su cinque pilastri:

  1. Cominciare in piccolo
  2. Dimenticarsi di sé
  3. Armonia e sostenibilità
  4. La gioia per le piccole cose
  5. Stare nel qui e ora

Cominciare in piccolo

Il primo pilastro dell’ikigai esprime semplicemente l’atteggiamento di chi è orgoglioso di fare bene quello che fa, a prescindere dalla sua importanza agli occhi della società. Un fare con cura, con attenzione ai dettagli, senza pensare ad un secondo fine o porsi degli obiettivi. Fare bene per il gusto di farlo. E magari dalla cura che mettiamo – in piccolo – in ciò che facciamo potrebbe nascere una grande impresa: d’altronde Steve Jobs ha iniziato con un amico nel garage di casa propria.

Dimenticarsi di sé

È il pilastro che si collega al nostro bambino interiore: i bambini quando sono concentrati su un gioco o su un’attività che li interessa, si dimenticano letteralmente di sé e sono completamente nel qui e ora. E pure noi adulti, se siamo immersi profondamente in un’esperienza sensoriale che ci dona piacere, finiamo per dimenticarci di noi, siamo immersi nel flusso, alleggeriti dal peso dell’Ego. Questo è quello che accade dinanzi alla Bellezza, qualunque forma per noi assuma: un quadro, una musica, uno spettacolo naturale, una foglia, una tazza di ceramica di squisita fattura, un velluto damascato, un vino. Entriamo in uno stato di flusso anche quando lavoriamo a qualcosa che ci interessa profondamente, dove a comandare non siamo più noi ma il lavoro che stiamo svolgendo in quell’esatto momento. Se riusciamo a stare in quel flusso e a liberarci del fardello dell’Io, i risultati ne beneficeranno e la qualità del nostro lavoro non potrà che migliorare.

Dimenticarsi di sé significa anche essere umili, per quanto grandi siano i riconoscimenti ricevuti per l’ottimo lavoro svolto. Significa suonare anche se nessuno ci ascolta, scrivere anche se nessuno ci leggerà, dipingere anche se nessuno ammirerà mai i nostri quadri, cucinare anche se nessun altro assaggerà i nostri manicaretti, solo perché mentre scriviamo, dipingiamo, cuciniamo e suoniamo siamo nel flusso e ci stiamo bene.

Armonia e sostenibilità

Il concetto di Ikigai è legato significativamente a quello di armonia con gli altri e quindi a quello di sostenibilità. Sostenibilità che non riguarda solo il rapporto tra uomo e natura, ma anche quello tra uomo e uomo, il modo in cui i singoli interagiscono all’interno del proprio contesto sociale. È molto importante prevedere le ricadute che un proprio comportamento può avere sull’intera società. Chi vive secondo il proprio Ikigai, perciò, anziché dar libero sfogo in modo ostentato a propri bisogni passeggeri, vi si dedica in modo discreto e con occhio attento alle possibili ricadute di lungo periodo.

La sostenibilità è un’arte di vivere che richiede ingegno e abilità, siamo tutti interconnessi e interdipendenti. Prenderci cura di ciò che ci circonda significa prenderci cura di noi e viceversa.

La gioia per le piccole cose

Questo pilastro esprime la capacità di trarre piacere dalle piccole cose, ad esempio, da un hobby. Portare a termine qualcosa, anche solo per passione, è fonte di grande appagamento. Mangiare – ad esempio – i pomodori o l’insalata che abbiamo coltivato con le nostre mani conferirà loro tutto un altro sapore e ci assicurerà un piacere infinitamente maggiore che se li avessimo acquistati al supermercato. Non ci piace il lavoro che facciamo e non abbiamo a breve possibilità di cambiarlo? Invece di buttare via il tempo lamentandoci, dedichiamolo ad un hobby, a qualcosa che ci dia soddisfazione nel tempo libero: è qualcosa di altamente nutriente e molto liberatorio.

Ognuno di noi, infatti, è libero di adottare un approccio unico nei confronti della propria vita, un approccio su cui può lavorare e che cambia in continuazione, un approccio armonico che ci aiuterà a ridurre il livello di stress e, in ultima analisi, a vivere meglio.

Mi viene in mente, a questo proposito, quante volte raccomando a chi mangia da solo di preparare con cura la tavola, di comporre il piatto con amore, con equilibrio cromatico, fosse pure del riso condito e della verdura. Di non mangiare dalla confezione, di dedicare del tempo consapevole al proprio pasto. Magari di regalarsi un fiore da mettere accanto al bicchiere.

Stare nel qui e ora

Questo costituisce forse la più profonda delle basi dell’Ikigai. Dovremmo vivere come fossimo nati in questo esatto istante, attenti e concentrati su tutto quel che ci circonda, con presenza mentale, come la mindulness (e prima ancora tutte le pratiche meditative) ci suggerisce di fare.

Questo significa che se state cucinando, cucinate. Se state leggendo, leggete. Se camminate, camminate. Se state mangiando, mangiate  e basta. Non guardate il cellulare, non fate intanto la lista della spesa o date un’occhiata a televideo o cercate in rete la meta della vostra prossima vacanza.

Il conforto della scienza

E se ancora vi rimangono dei dubbi sull’utilità di trovare il vostro Ikigai, sappiate che vi aiuterà pure a vivere più a lungo, oltre che a vivere meglio. Secondo uno studio condotto dalla facoltà di medicina dell’Università Tōhoku di Sendai per indagare i benefici dell’Ikigai sulla salute “Sense of life worth living and mortality in Japan: Ohsaki Study”, è possibile stabilire correlazioni significative tra Ikigai e salute. I tassi di mortalità all’interno dell’ampio campione analizzato sono risultati inferiori, il rischio di patologie cardiovascolari decisamente più basso. Forse perché l’Ikigai dà senso alla vita e insieme la forza di tirare avanti, perché annovera tra i propri benefici effetti anche resilienza e solidità.

Se vi è piaciuto sentir parlare di Ikigai, di seguito alcuni suggerimenti bibliografici per approfondire l’argomento:

Ken MogiIl piccolo libro dell’ikigai. La via giapponese alla felicità – Einaudi

Selene Calloni Williams, Noburu Okuda Do Ikigai, ciò per cui vale la pena vivere. Come scoprire ciò che devi fare e farlo con decisione – Hermes Edizioni

 

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