Vita: riponi sempre fiducia in quel che è vivo

12 Gen, 2020 da

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Quando si parla della nostra vita, “bisogna sempre riporre fiducia in quel che è vivo”.

Questo mi sono trovata a scrivere oggi ad un’amica – che ringrazio – che mi chiedeva del kefir e dei suoi benefici.

Quando lei mi ha risposto dicendo come le sembrasse bello questo pensiero, ho riflettuto su quanto tale affermazione fosse vera a tutti i livelli.

Potremmo infatti addirittura impiegare il criterio della vita per scegliere dove e con chi investire la nostra energia, per decidere cosa portare sulla nostra tavola, per scegliere cosa leggere, oppure come e con chi trascorrere il nostro tempo.

Parecchio tempo fa ho parlato in un articolo dei cosiddetti “vampiri di energia” e di quanto – anche secondo lo stesso Dalai Lama – sia importante tenersene lontani. Queste persone, infatti, non si sentono da sole abbastanza “vive” e per poter funzionare nel mondo hanno bisogno di nutrirsi dell’energia di chi sta loro intorno, sottraendogliela.

Allo stesso modo, gran parte dei consigli che fornisco sull’alimentazione sottolineano l’importanza per la salute di nutrirsi di alimenti vivi.

Viva e colorata deve essere la frutta e la verdura che portiamo sulle nostre tavole, frutta e verdura di stagione, colta nel momento corretto di maturazione e con il minor lasso di tempo possibile intercorso tra il momento della raccolta e quello del consumo.

L’invito che spesso rivolgo a tenersi il più possibile alla larga da alimenti processati, industriali, conservati va nella stessa direzione: si tratta infatti di alimenti morti, che hanno perso ogni traccia di quei micronutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno per funzionare bene. E, calorie vuote a parte, quale informazione di vitalità volete possano portare?

Sulla stessa linea, la ricerca della vita è il motivo per cui consiglio di preferire i cereali integrali in chicco ad esempio alla pasta: un chicco integrale contiene il germe della vita di una nuova pianta, un fusillo no.

Come ho già avuto modo di scrivere in passato, il nutrimento non passa però solo dalla tavola. Anche le relazioni ci nutrono, così come l’ambiente in cui viviamo; per questo dobbiamo impegnarci a fare scelte di vita anche a questi livelli.

Amicizie e relazioni che non ci stimolano più, che assorbono energia senza regalarcene di nuova, che portiamo avanti per abitudine e che sono morte, come la sensazione che ci resta dentro vivendole, andrebbero tagliate per dedicarci al nuovo, a qualcosa che ci faccia davvero sentire vivi, vitali.

Proviamo a pensarci per un momento: cosa, da piccoli, ci faceva sentire bene, vivi, con la voglia di scoprire e affrontare il mondo? Cosa ci fa sentire vitali oggi, con quella sensazione sotto pelle di sangue e linfa che scorre, con il cuore colmo di energia e voglia di comunicare?

Per alcuni potrebbe essere l’attività fisica, la danza, per altri stare in mezzo alla natura, per altri ancora l’incontro con l’arte, la musica, oppure il bricolage, il giardinaggio, la pittura o la ceramica.

Non importa cosa vi faccia sentire vivi, lasciate quello in cui credete di essere impegnati e correte a farlo, ritagliatevi degli spazi, dei tempi durante la settimana per abbandonarvi ad esso, pena – a lungo andare – la morte interiore.

La vita, ha detto John Lennon, è quel che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri programmi. Non lasciamo che questo accada. Viviamo assaporando ogni istante, mettendo attenzione ad ogni respiro, ad ogni gesto che compiamo, perché siamo vivi e per nessun altro motivo. Onoriamo e diamo valore a questo fatto: siamo vivi e dovremmo esserne grati, nonostante tutto. Per questo dobbiamo impegnarci a non vivere come fantasmi o come morti viventi, anche per rispetto verso coloro che vivi in senso materiale non sono più, ma lo sono nella memoria del cuore.

E allora usciamo! Guardiamoci intorno con occhi nuovi, respiriamo a fondo e diamo valore alle innumerevoli bellezze che ci circondano; anche in una periferia degradata, anche in una città super inquinata, ovunque la vita esplode contro ogni ragionevolezza. Avete presente quel fiore di tarassaco che non si sa come abbia trovato la forza di aprirsi un varco nell’asfalto e rischia continuamente di essere schiacciato ma, ciononostante, si gode il sole per quel che può perché è vivo?

É vivo, appunto. Imitiamolo, per favore.

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