Ansia e Fiori di Bach: come trattarla con successo

23 Lug, 2018 da

Ansia OmerMi sento spesso chiedere quali siano i Fiori di Bach indicati in caso di ansia. Molte persone che si rivolgono a me, infatti, sentono di essere a disagio nella loro vita quotidiana, si sentono sempre più sotto pressione, con la paura di non riuscire a far fronte ai molteplici impegni – lavorativi e familiari – che premono da tutte le parti. Giunge così regolarmente la richiesta del fiore “miracoloso” che possa liberare la mente dal loop di pensieri e angosce che prima o poi sembra non risparmiare nessuno.

In realtà non esiste il fiore per l’ansia, esiste invece il fiore che tratta l’emozione sottostante quell’ansia, emozione che può essere diversa da persona a persona e da momento a momento anche per la stessa persona.

Sotto l’etichetta dell’ansia, infatti, possiamo trovare le emozioni più disparate e pure i sintomi più diversi. Giovanni può essere in ansia perché ha paura di perdere il lavoro e teme di non riuscire a mantenere la famiglia; Laura può essere in ansia perché ha il suo primo colloquio di lavoro da sostenere; Lucrezia può provare questa sensazione perché è molto preoccupata per suo figlio Matteo; Marco si sente ansioso perché si trova dinanzi a un bivio e non sa che scelta fare per quanto riguarda il suo futuro; Stefano, sin da piccolo, è sempre stato molto ansioso perché non si fida mai di se stesso e ha un livello di autostima molto basso; Marilisa va in ansia invece perché non si risparmia, pensa di farcela sempre e comunque e prende troppi impegni, sentendosi sempre responsabile di tutto e così potrei continuare ancora.

È chiaro che, a fronte di situazioni ed emozioni correlate molto diverse, differente sarà la risposta e quindi il rimedio consigliato. I Fiori di Bach, infatti, non trattano il sintomo o la patologia, ma l’emozione sottostante; trattano la causa dello squilibrio di quell’armonia interiore che, secondo il dott. Bach, sola, sa garantire la salute della mente e quindi del corpo.

Per il dott. Bach, infatti, la malattia corrisponde alla perdita del proprio equilibrio interiore, alla perdita dell’armonia con il proprio Sé, con quella voce interiore che sa davvero cosa ci fa bene, ma che troppo spesso non ascoltiamo.

La malattia, quindi, è sostanzialmente il risultato di un conflitto tra il sé spirituale e il sé corporeo, mentre la felicità e la salute risultano dall’essere in armonia con la propria natura, compiendo il lavoro con il quale ogni individuo ha maggior affinità.

Edward Bach era solito, infatti, affermare: “La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. E’ la completa e armoniosa unione di anima, mente e corpo. Non è un ideale lontano e difficile da raggiungere, ma qualcosa di così semplice e naturale da essere facilmente trascurato.”

La convinzione del dott. Bach, infatti, era che l’atteggiamento emotivo svolgesse un ruolo chiave nel mantenimento della salute e nel superamento delle malattie, opinione oggi condivisa anche da molti medici e scientificamente provata nell’ambito degli studi PNEI.

Per tornare al nostro esempio, quindi, a Giovanni consiglierei Mimulus, il fiore delle paure concrete, quelle a cui si sa dare “nome e cognome”; a Laura un po’ di Rescue Remedy la sera precedente e prima di entrare per il colloquio; a Lucrezia invece suggerirei Red Chestnut, il fiore per l’eccessiva preoccupazione per gli altri, in modo particolare per i propri cari; a Marco Wild Oat, mentre a Stefano Larch e magari anche Cerato, mentre a Marilisa consiglierei sicuramente Oak.

Tutti e sei si presentano come “ansiosi”, ma nessuno dei sei per lo stesso motivo e quindi ad ognuno viene consigliato un fiore differente.

Se poi l’ansia arriva ad un livello tale da sfociare in panico, magari con sintomi quali tachicardia, respiro affannoso, senso di oppressione al petto, vertigini, il rimedio d’elezione sarà un altro ancora: Rock Rose per la precisione.

Questa è la medicina cui tendeva il lavoro del dott. Bach: una medicina naturale, ritagliata sulla persona e non sulla malattia; una medicina in grado anche di intervenire prima che l’emozione comporti uno scotto da pagare a livello fisico, una vera medicina preventiva.

Per questo motivo è importante il colloquio per individuare il giusto mix di fiori di Bach oppure un’attenta auto osservazione, che implica, però, una buona autoconsapevolezza, una conoscenza di sé e un’imparzialità nel giudizio che spesso è difficile raggiungere quando si parla di se stessi. Per questo l’occhio esterno di un consulente può essere molto utile, soprattutto in fase iniziale.

Secondo l’intento del dott. Bach, infatti, i Fiori devono essere uno strumento di consapevolezza, uno strumento per conoscere sempre meglio se stessi e le proprie emozioni, con semplicità.

Condividi questo articolo!

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *