A scuola non sta attento. E se fosse colpa di una colazione sbagliata?

13 Lug, 2013 da

article-1226666-07292BE9000005DC-359_468x286[1]Le maestre vi dicono che vostro figlio è disattento? Che è agitato o cambia spesso d’umore? Temete che abbia problemi di apprendimento? Vi sembra che non abbia adeguate capacità cognitive, fluidità di linguaggio e memoria?

Avete mai pensato che potrebbe essere tutto legato all’alimentazione? Com’è la sua prima colazione e cosa mangia durante la giornata?

La prima colazione è il pasto più importante: prepara i bambini ad esercitare l’attenzione, fondamentale per l’apprendimento scolastico. Come affermato da una ricerca condotta nel 2010 dal Dipartimento di Psicologia generale dell’Università degli Studi di Padova, “una buona pagella a scuola si costruisce anche a tavola, a cominciare dal primo appuntamento con il piatto: la colazione. Saltarla è vietato”. Anzi, il consiglio è di farla abbondante.

La colazione ideale comprende frutta fresca (ma anche verdura se lo si desidera, ad esempio delle carote), consumata possibilmente in apertura, una fonte di carboidrati (muesli senza zucchero, fiocchi di cereali integrali senza zucchero, pane integrale, fette biscottate integrali, biscotti integrali, ecc.), una fonte proteica (uova, crêpes, bresaola, prosciutto, un pezzetto di parmigiano, ricotta alla quale si può aggiungere ad esempio del miele e del cacao, semi oleosi vari, ecc.), una componente liquida (latte, latte di soia, di riso, tè verde, tè bancha, spremute di frutta, succhi di frutta al 100% senza zucchero aggiunto, ecc.), dello yogurt senza zucchero. Come dolcificante andrebbe assolutamente evitato lo zucchero e utilizzati in sostituzione miele, malto, sciroppo d’acero. Si può anche pensare di aggiungere ai cereali dell’uvetta passa in modo da soddisfare il bisogno di sapore dolce senza necessità di aggiungere dolcificanti. Per accompagnare il pane o le fette biscottate è opportuno scegliere della marmellata senza zucchero aggiunto.

Perché lo zucchero raffinato è un nemico? Lo zucchero raffinato provoca nel bambino costante senso di fame e insoddisfazione metabolica dovuta al rapido assorbimento che determina poi un altrettanto rapida diminuzione del glucosio nel sangue, influenzando in modo negativo lo stato psichico. Molte ipercinesie, molti malumori improvvisi di cui si vanno ad indagare magari le cause psicologiche, non sono spesso altro che ipoglicemie reattive, cioè provocate da merendine e “cibo spazzatura” fuori pasto.

Per questo anche come merenda è indicata sicuramente della frutta, uno yogurt, una fetta di torta fatta in casa (possibilmente senza l’utilizzo di zucchero e impiegando farine semintegrali o integrali), un panino integrale con un companatico di qualità portato da casa. Da evitare le merendine industriali e tutti i prodotti da forno in genere.

Ciò che va sempre tenuto presente, infine, è l’importanza della varietà: solo mangiando in modo il più possibile vario siamo in grado di assicurare al nostro organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno in maniera equilibrata.

Per concludere, non dimentichiamo che i bambini sono estremamente imitativi nei propri comportamenti, guardano quindi agli adulti e prima di tutto agli adulti di riferimento, che hanno o dovrebbero avere anche un ruolo di modello di pensiero e abitudini e, nel caso dell’alimentazione, anche di “garanti del gusto” nei loro confronti. È inutile, pertanto, insistere con il proprio figlio affinché mangi frutta e verdura, perchè faccia colazione tutti i giorni se noi genitori per primi non la facciamo, è inutile predicare contro le merendine industriali se noi per primi le acquistiamo e le teniamo in dispensa.

 

 

 

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